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ASPETTI
CLINICI DELLA SINDROME DA ANTIFOSFOLIPIDI
Congresso
sulle "MALATTIE AUTOIMMUNI SISTEMICHE"
Relazione dr Graham Hughes, 29 settembre 2001
Nel 1983 abbiamo
pubblicato un lavoro in cui era descritta
l’osservazione, durante i tredici anni precedenti,
di una sindrome ben distinta con una serie di elementi
caratteristici. Le manifestazioni di questa sindrome
erano: trombosi (spesso multiple), malattie
neurologiche (corea, epilessia ed
altre), piastrinopenia, livedo reticularis,
emicrania, aborti multipli eccetera.
Arterie
Lo studio del lupus ha dato importanti contributi alla
medicina interna. Uno dei fondamentali, attualmente in
corso di studio, è quello che riguarda le malattie
arteriose.
L’ateroma è un importante aspetto della
sindrome: alcune persone con antifosfolipidi
sviluppano malattie delle arterie pur in assenza di
segni di infiammazione, di precedenti cure prolungate
con cortisone o di altre malattie autoimmuni
sistemiche.
L’ipotesi è che la patogenesi delle malattie
arteriose nel lupus sia multifattoriale e che i
fattori immunologici rivestano un ruolo centrale.
Cervello e Sistema Nervoso Centrale
Durante molti anni di osservazioni avevamo notato che
i nostri pazienti con LES sviluppavano trombosi
venose ed arteriose, a volte cerebrali. Tra i
numerosi aspetti clinici, quello neurologico è uno
dei prevalenti ed anche il più complesso.
Molti studi hanno mostrato che una percentuale
consistente di pazienti con ictus sotto i 45 anni ha
anticorpi antifosfolipidi.
Altri pazienti manifestano lesioni della corda dorsale
(la mielopatia è una complicanza grave).
Alcuni sviluppano disordini del movimento come
la Corea e gli antifosfolipidi sono spesso importanti
per una diagnosi differenziale.
Nel nostro centro consideriamo il mal di testa
e la perdita di memoria (che può essere anche
molto importante) due tra i più frequenti sintomi di
questa sindrome.
Il fatto sorprendente è che, una volta iniziata la
terapia anticoagulante, scompare il sintomo della
cefalea e che molti tra i nostri pazienti sono in
grado di dirci, su questo sintomo, quando il loro
livello di scoagulazione non è adeguato.
Per me, questa è un’osservazione di enorme
importanza clinica.
Occhio
Quello del coinvolgimento dell’occhio è un altro
aspetto caratteristico, che può manifestarsi come occlusione
vascolare della retina o perdita della vista da un
occhio (amaurosi).
Pelle
La livedo reticularis è una caratteristica
ormai accertata. Molto raramente necrosi
dell’epidermide
Reni
Spesso è difficile capire quando i problemi renali
derivino da trombosi e quali da infiammazione. Nel
gruppo di pazienti con APS la terapia anticoagulante
può essere di aiuto anche in questo.
Recentemente ci sono state nuove osservazioni: alcuni
dei nostri pazienti avevano ipertensione e ¼ di essi
stenosi dell’arteria renale. Sul NEJM è stato
pubblicato uno studio in cui si fa notare come la
stenosi dell’arteria renale possa essere
riscontrata in questa sindrome.
Un altro problema da considerare i reni è quello del
trapianto
La presenza di anticorpi antifosfolipidi sembra
infatti aumentare le complicanze nel trapianto renale,
così come di tutti i trapianti
Essa può anche essere coinvolta nella comparsa di morbo
di Addison (trombosi del surrene).
Cuore
L’APS può coinvolgere le valvole cardiache
sia nella loro struttura sia a causa della formazioni
di trombi in questa sede.
Spesso le implicazioni della sindrome sono scambiate
per conseguenza di febbri reumatiche
L’altro aspetto è quello della trombosi coronarica.
Si tratta di un argomento di attualità e diversi
studi stanno mostrando una relazione tra
antifosfolipidi, aterosclerosi e malattia coronarica
.
Ricerche mostrano tra l’altro che gli
antifosfolipidi possono interagire con lipoproteine
ossidate.
Terapia
Discutendo di terapia, un grande successo da
sottolineare è la prevenzione degli aborti ripetuti
nelle pazienti con anticorpi antifosfolipidi.
Per fronteggiare il problema delle perdite fetali
ricorrenti si usa attualmente aspirina, in
alcuni casi associata ad eparina a basso peso
molecolare (soprattutto nelle persone con trombosi o
più aborti precedenti)
Tutto questo è stato una rivelazione per la medicina;
alcune donne avevano avuto un incredibile numero di
aborti e nonostante ciò, l’uso delle terapie
attuali ha permesso loro di portare a termine
gravidanze con successo. La percentuale di successo in
gravidanza è salita dal 20% al 70% nell’ultimo
decennio.
L’altro problema è quello di proteggere queste
pazienti in gravidanza da eventi arteriosi.
Per quanto riguarda la questione delle trombosi, nel
1996 abbiamo pubblicato un “ten years follow-up”
su pazienti positivi per antifosfolipidi. Purtroppo
questo studio mostrava che più del 50% dei pazienti
entro dieci anni sviluppava trombosi.
E’ nostra opinione che questi pazienti debbano
essere trattati, ed in modo proprio.
Un altro studio sulla trombosi ricorrente mostra come
pazienti con precedenti di trombosi trattati con
aspirina andava incontro ugualmente a recidive nella
metà dei casi. I risultati non paiono ottimali
neppure con l’uso di warfarin, se non
mantenendo un range terapeutico con INR superiore a 3
(si tratta comunque di pazienti con forme gravi di
trombosi, venose o arteriose).
Tuttavia non è facile mantenere questo livello di
INR; uno studio nostro non ancora pubblicato mostra
che solo uno su tre è trattato con successo (cioè in
range) tra tutti i nostri pazienti.
Implicazioni dell’APS (importanza della diagnosi
differenziale e impatto sociale della sindrome)
Come discusso, le implicazioni cliniche sono molte,
ma quasi tutte potenzialmente trattabili.
Considerando tutti i pazienti con ictus, 1/5 di quelli
sotto i 45 anni ha anticorpi antifosfolipidi. La
trombosi venosa profonda è un aspetto importante
dell’APS. I dati sull’incidenza variano, ma circa
il 30% dei giovani pazienti con trombosi ha anticorpi
antifosfolipidi (è possibile che queste statistiche
comprendano persone che hanno sviluppato trombosi dopo
lunghi voli:
la cosiddetta sindrome da classe economica). Inoltre,
l’APS potrebbe essere la maggiore causa curabile di
aborto ripetuto.
Spesso nei pazienti con APS si fa una diagnosi
errata di sclerosi multipla (un fatto interessante
è che gran parte dei pazienti hanno una storia di
cefalea o di aborti ripetuti). Neppure la RM a volte
evita errori di diagnosi, ma in moltissime tra queste
persone, una volta iniziata la terapia anticoagulante,
si assiste alla regressione dei sintomi.
Alcuni ricevono diagnosi sbagliate di Alzheimer
precoce o di cardiopatia reumatica
L’impatto sociale, dunque, di malattie come ictus,
emicrania, amnesie, trombosi (soprattutto durante
l’uso di estro-progestinici), cardiopatie, ateroma,
epilessia, potrebbe essere limitato individuando
questa sindrome come potenziale responsabile
Un’altra osservazione importante riguarda le persone
con lupus.
Ciò che si pensava essere “cerebrite”, “vasculite”,
oggi si ritiene possa essere risultato di trombosi e
di conseguenza curato in maniera appropriata
(anticoagulanti al posto di corticosteroidi). In un
numero crescente di persone con lupus e questo tipo di
problemi stiamo infatti cercando di limitare
l’assunzione di steroidi.
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